Non si tratta di dire “sì” o “no” alla tecnologia, ma di scegliere fra Babele e Gerusalemme

Bruno Forte

(Avvenire, martedì 26 maggio 2026, Magnifica Humanitas II)

La prima Lettera Enciclica di Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas, ha per tema centrale la custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Datata 15 maggio, nel 135° anniversario della promulgazione della Rerum Novarum di Leone XIII, è stata presentata ieri nell’Aula del Sinodo alla presenza del Santo Padre. Come il documento di Leone XIII diede impulso alla riflessione sulla società, l’economia e la politica nella luce della fede, così l’Enciclica di Leone XIV presenta la dottrina sociale della Chiesa nel suo sviluppo storico attraverso il magistero dei vari Papi che da allora si sono succeduti e fa il punto su questo insegnamento con profondità di pensiero, chiarezza di linguaggio e vastità di orizzonti. È un testo illuminante, che fa risplendere la luce della fede in particolare su quelle posizioni che interpretano il progresso come superamento dell’umano e che sono evocate sotto il nome di “transumanesimo” e “postumanesimo” (cf. nn. 115ss). Nell’impossibilità di rendere ragione della sua ricchezza, mi limito a riassumerne il messaggio intorno all’idea cristiana della dignità della persona umana, al fondamento trinitario di questa idea e alla concretezza dei richiami alle vicende drammatiche del presente, segnato da guerre e conflitti su larga scala.

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